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Una tempesta terribile si abbatté sul mare: lame affilate di vento gelido trafiggevano lacqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri dacciaio aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare. Quanto la tempesta passò, rapida come era arrivata, lacqua si placò e si ritirò. Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano nellagonia migliaia e migliaia di stelle marine. Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa. Il fenomeno richiamò molta gente
da tutte le parti della costa. Arrivarono anche delle troupe televisive
per filmare il fenomeno. Tra la gente, tenuto per mano dal papà,
cera anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza
le piccole stelle di mare. Dalla balaustrata di cemento, un uomo
lo chiamò: Il bambino sorrise, si chinò
a raccogliere unaltra stella marina e gettandola in acqua rispose: Luomo rimase un attimo in silenzio,
poi si chinò, si tolse le scarpe e calze e scese in spiaggia.
Comincio a raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua. Un istante
dopo scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine
nellacqua. Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento,
duecento, migliaia di persone che buttavano stelle marine nellacqua. Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare. |