Venerdì 3, ore 21,15
Riunione di Catechesi in sede con Padre Gino. La vera relazione con Dio e con il prossimo. Il Tempio. (7, 1-7. 9, 22-23).  *Come condurre una vita religiosa autentica costruendo vere relazioni con Dio e il prossimo?* (Vedi di seguito o sul notiziario)

Sabato 4
Ore 16.45: Vespri in sede - Ore 17.30: S. Messa di Comunità in San Bartolomeo.

Domenica 5
“Camminare insieme” - 4° appuntamento: da Vaiano a Prato per la ciclabile - 11 km circa. (Vedi di seguito o sul notiziario)

Lunedì 6, ore 21,15  - In sede, riunione di Consiglio.

Sabato 11
Segretariato Regionale a Viareggio.

Ricordiamo che l'11 febbraio è l'anniversario dell'apparizione della Madonna a Lourdes. L'UNITALSI di Prato farà celebrare una S, Messa in Duomo nell'ambito della giornata del malato. L'orario della S. Messa non è stato ancora comunicato.

Venerdì 24, ore 21,15
In sede, terza riunione di comunità sul tema "LEGALITA' "
“Le iniziative concrete; operatività del nostro impegno personale per la legalità”. E' opinione dell'Assistente Naz.le Padre. F.. Compagnoni, che senza passaggio all'operatività del nostro impegno personale per il Bene Comune, continuerà a regnare un'alta illegalità. ("Reggio Libera Reggio" S.A. marzo 2011)
pg.23.- L'impegno concreto della comunità R. Calabria 4 "Mons.Giovanni Ferro" che è entrata nella rete di "Libera" E segue le numerose iniziative nate in città o per arginare il diffondersi della mentalità 'ndraghettistica a menti sempre più assopite e coscienze sempre più sedate.

Sabato 25, ore 17,30
In sede serata cinema. Proiezione del film "WELCOME" che affronta il problema dell'immigrazione. (Vedi sul notiziario)
Il regista, del film il francese Philippe Loiret polemizza contro la legge sull'immigrazione voluta da Sarkozy, e richiama l'attenzione sul processo di disumanizzazione dell'Europa contemporanea, che considera gli immigrati persone da sfruttare o da espellere.
Dopo la proiezione discussione in comunità; e cenetta insieme. Sarà richiesto un contributo alle spese di 10 euro. Chi vuol fermarsi per la cena, deve avvertire entro lunedì 20 febbraio Rita Gori Sanesi,  ai numeri conosciuti.

 

 

 

Catechesi MASCI 2011/2012
GEREMIA - UN PROFETA DEL NOSTRO TEMPO

4. LA VERA RELAZIONE CON DIO E CON IL PROSSIMO. 7, 1-7. 9, 22-23

Poiché, se veramente emenderete la vostra condotta e le vostre azioni, se realmente pronunzierete giuste sentenze fra un uomo e il suo avversario; se non opprimerete lo straniero, l'orfano e la vedova, se non spargerete il sangue innocente in questo luogo e se non seguirete per vostra disgrazia altri dei, io vi farò abitare in questo luogo, nel paese che diedi ai vostri padri da lungo tempo e per sempre.

Come condurre una vita religiosità autentica costruendo vere relazioni con Dio e il prossimo?

Dal libro del profeta Geremia (7,1-7. 9,22-23)

 7,1 Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremia: 2«Férmati alla porta del tempio del Signore e là pronuncia questo discorso: Ascoltate la parola del Signore, voi tutti di Giuda che varcate queste porte per prostrarvi al Signore. 3Così dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Rendete buone la vostra condotta e le vostre azioni, e io vi farò abitare in questo luogo. 4Non confidate in parole menzognere ripetendo: «Questo è il tempio del Signore, il tempio del Signore, il tempio del Signore!». 5Se davvero renderete buone la vostra condotta e le vostre azioni, se praticherete la giustizia gli uni verso gli altri, 6se non opprimerete lo straniero, l'orfano e la vedova, se non spargerete sangue innocente in questo luogo e se non seguirete per vostra disgrazia dèi stranieri, 7io vi farò abitare in questo luogo, nella terra che diedi ai vostri padri da sempre e per sempre.

9,22Così dice il Signore:
«Non si vanti il sapiente della sua sapienza,
non si vanti il forte della sua forza,
non si vanti il ricco della sua ricchezza.
23Ma chi vuol vantarsi,
si vanti di avere senno e di conoscere me,
perché io sono il Signore che pratico la bontà,
il diritto e la giustizia sulla terra,
e di queste cose mi compiaccio. Oracolo del Signore.

Commento

1. Discorso sul tempio

Ger  7, 1. Questo discorso di Geremia costituisce il discorso inaugurale del suo ministero a Gerusalemme.
Venuto a Gerusalemme, il centro religioso di Giuda, dove sorgeva il tempio, fatto costruire da Salomone. Geremia si scontra con una religiosità non vera, lontana dalla vita, falsa, ipocrita.
Geremia fa denuncia, fino al punto da venire sottoposto a un processo, in cui sarà condannato a morte dagli stessi abitanti di Gerusalemme.

v. 2. Geremia è invitato da Dio a fermarsi sulla porta, sull'atrio del tempio.
            E’ il luogo del raduno, della  convocazione del popolo, dei sacerdoti, delle autorità per la celebrazione delle feste e della liturgia.
v. 3. Geremia richiama a un rapporto autentico con Dio e con il tempio.
            Egli afferma che solo una religiosità legata alla conversione della vita, nella condotta e nelle azioni, rende veri credenti, appartenenti a Dio, degni di stare nel suo tempio, alla sua presenza.
            Nella parola di Geremia sentiamo risuonare i salmi 15 e 24. " Chi abiterà nel santo monte? Chi starà nel tuo luogo santo? Chi le mani innocenti e cuore puro? ".
v. 4. Geremia mette in guardia
            Occorre guardarsi dai falsi profeti o da voci o parole menzognere, che invitano a false speranze, che sono solo illusioni.
            Il tempio considerato luogo della dimora di Dio, poteva apparire come inviolabile e indistruttibile, così pure tutta la città di Gerusalemme.
            Il ricordo della sconfitta del re assiro Sennacherib, nel 701, sotto le mura di Gerusalemme, aveva manifestato la protezione di Dio sulla città Santa e ne derivava una fiducia eccessiva.
            Ma ora Geremia mette in dubbio questa sicurezza. Geremia cita una frase ricorrente nella bocca della gente: “Tempio del Signore è questo".
            La triplice ripetizione in mostra il significato superstizioso e magico che si aveva del tempio, come se bastasse avere il tempio, come edificio, quasi come un possesso di Dio e sentirsi al sicuro.
v. 5 Geremia afferma che la salvezza non sta nel fatto di possedere il tempio, come un porta fortuna, ma nel vedere il significato che il tempio che esprimeva.
            Sentiamo risuonare le parole di Gesù: "Non chiunque dice: Signore, Signore entrerà nel Regno dei cieli ma colui che la volontà del Padre mio che sta nei cieli. "Matteo 7,21.)
V. 6. Il tempio deve aiutare a orientarsi a Dio e a porre lui al centro della propria vita e conformarsi alla sua volontà.
Questo è il culto a Dio gradito:
- cercare la giustizia
- aiutare e difendere i più poveri: lo straniero, l’orfano e la vedova.
- non fare soprusi ma avere pietà e misericordia
- camminare con Dio e non con gli idoli (cf Michea 6,8).
v. 7. Solo questa fedeltà a Dio donerà stabilità e sicurezza. Nella fiducia e nella retta via ci sarà pienezza di vita per se stessi e per gli altri. Così Dio ha promesso.
v. 8. Ma la gente sembra preferire le parole false e menzognere.
            Preferisce illudersi e rimanere nella propria ambiguità,  cercando ciò che non giova, e invece si rivela vano e funesto: rubare, uccidere, commettere adulterio, giurare il falso, seguire gli idoli falsi.
            Nello stesso tempo si vuole tenere buono Dio, frequentando il tempio, rispettando le tradizioni, addobbandosi del suo nome e illudendosi di servire Dio mentre si sta servendo mammona e l’ingiustizia.

9,22. Allora Geremia invita alla vera sapienza e saggezza.

- Non confidate in se stessi ma in Dio.
- Non avere come punto di riferimento la propria gloria ma quella di Dio.
- Non mettere se stessi al primo posto, ma Dio.
- Non confidare o vantarsi per le cose che si possiedono: saggezza, forza, ricchezza perché esse sono doni di Dio.
v. 23. Bisogna vantarsi e gloriarsi, essere felici e contenti:
- di aver trovato il senso della vita
- di aver conosciuto la sua volontà
- di essere diventati la sua gloria, la gloria del Dio vivente perché operanti come lui opera nella misericordia, nel diritto e nella giustizia sulla terra.
          In questo Dio si compiace, ma in questo è anche il nostro bene, la pienezza della nostra vita.

Si delinea un cammino di conversione per abitare con Dio presso Dio e dimorare in lui e lui.

Fermati.
Ascolta.
Migliora la tua condotta.
Io ti farò abitare in questo luogo.
Non confidate nelle parole menzognere
Emendate la vostra vita
Amate il prossimo.
Io farò abitare in questo luogo. Ma voi confidate nelle parole false menzognere
Eoi venite a presentarvi alla mia presenza in questo tempio dicendo siamo salvi
È forse una spelonca di ladri questo tempio?. Io vedo e scruto ogni cosa. Così voi non abiterete in questo luogo se non sarete in comunione con me. (cf Gesù che visita il tempio di Gerusalemme, Mc 11,15-17).

Silenzio: riflessione personale

La nostra religiosità  a volte  non è autentica perché rimane lontana dalla vita quotidiana oppure è in contrasto con il nostro comportamento abituale. Pensiamo al  nostro rapporto con Dio e con il prossimo. Quanto lo strumentalizziamo per i nostri interessi e bisogni? Quanto invece nelle nostre azioni abbiamo  messo Dio al primo posto e operiamo per il suo Regno, la sua gloria?

Ger.26,9-15

9Perché hai predetto nel nome del Signore: «Questo tempio diventerà come Silo e questa città sarà devastata, disabitata»?».
Tutto il popolo si radunò contro Geremia nel tempio del Signore. 10I capi di Giuda vennero a sapere queste cose e salirono dalla reggia nel tempio del Signore e sedettero all'ingresso della porta Nuova del tempio del Signore. 11Allora i sacerdoti e i profeti dissero ai capi e a tutto il popolo: «Una condanna a morte merita quest'uomo, perché ha profetizzato contro questa città, come avete udito con i vostri orecchi!». 12Ma Geremia rispose a tutti i capi e a tutto il popolo: «Il Signore mi ha mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa città le cose che avete ascoltato. 13Migliorate dunque la vostra condotta e le vostre azioni e ascoltate la voce del Signore, vostro Dio, e il Signore si pentirà del male che ha annunciato contro di voi. 14Quanto a me, eccomi in mano vostra, fate di me come vi sembra bene e giusto; 15ma sappiate bene che, se voi mi ucciderete, sarete responsabili del sangue innocente, voi e tutti gli abitanti di questa città, perché il Signore mi ha veramente inviato a voi per dire ai vostri orecchi tutte queste parole».               

P. Gino

 

Domenica 5 febbraio 2012
Da Vaiano a Prato per la ciclabile   (11 km circa).

Ritrovo ore ore 8.00 davanti alla Stazione Centrale.

Ciascuno dovrà preoccuparsi di acquistare un biglietto della CAP per Vaiano, La biglietteria è proprio accanto all'ingresso della stazione centrale F.S.  Costo del biglietto 2.10 euro. Il bus  parte alle 8.25. Noi scenderemo prima di arrivare a Vaiano, al ponte di Gabolana. In pratica, SS 325 (la bolognese), si svolta a dx per Sofignano.

Arrivo previsto ore 8.55.

Da lì a piedi scenderemo a Prato per le ciclabile Vaiano - Prato "Marco Pantani",  che corre lungo la sponda sinistra del fiume Bisenzio, come l'antica via che seguivano i pastori per la transumanza in Maremma, e detta per questo "via maremmana”.  A passo tranquillo, ritengo che si riesca a fare tutto il percorso in circa tre ore,e, pertanto, di arrivare alla nostra.sede in piazza Mercatale fra le 12 e le 12.30.

Sarà una occasione per osservare ancora una volta "la valle onde Bisenzo si dichina” (Inferno, Canto XXXII) e camminando, chiacchierare piacevolmente fra noi di tante cose, anche della ferrovia direttissima Firenze-Prato-Bologna, che corre a fianco del Bisenzio e della ciclabile. La direttissima fu inaugurata il 22 aprile 1934.. La linea nacque moderna, a doppio binario con trazione elettrica, e necessitò di opere molto complesse da realizzare, come la galleria dell'Appennino lunga 18.5 km, la seconda al mondo per lunghezza all'epoca, che richiese 11 anni di lavoro.

Il prezzo pagato a quest'opera dell'ingegno umano fu molto alto, sia in termine di vite umane a causa dei numerosi incidenti che funestarono i cantieri, sia per lo strascico di malati di silicosi che lasciò.

La direttissima tuttavia dette un forte impulso all'economia della vallata, creando una eccezionale possibilità di lavoro e ponendo un freno alle migrazioni stagionali verso la Corsica e la Maremma, per il taglio dei boschi ed a fare carbone, a cui gli uomini delle zone più alte erano costretti a ricorrere per sbarcare il lunario.

Amici miei, sono convinto che il tempo che trascorriamo insieme camminando e scambiando fra noi, pensieri, emozioni sia formativo ed importante, come quello dedicato alle riunioni a carattere religioso oppure di approfondimento delle tematiche sociali, che noi facciamo nelle riunioni del venerdì sera!

All'arrivo, pranzo a sacco in sede;
il Consiglio provvederà al vino, grappa e caffè.
Sarà richiesta una partecipazione alle spese di 3 euro.

Egisto